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La Divina Commedia di Madè – Palazzo Chiaramonte Steri di Palermo

Scritto da: Pippo Made Categorie: Eventi

MADÈ – LA DIVINA COMMEDIA
Dipinti, Chine, Maioliche

PALAZZO CHIARAMONTE STERI
RETTORATO DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO
Dal 17 Dicembre 2016 al 30 Gennaio 2017

L’allestimento allo Steri del ciclo di opere del Maestro Pippo Madè dedicato alla Divina Commedia sottolinea in maniera particolarmente felice i 210 anni dalla fondazione dell’Università di Palermo, sia per la sua collocazione che per la natura stessa delle opere esposte. Il luogo, infatti, ricco di testimonianze lasciate dai prigionieri tra il XVII e il XVIII secolo, è di per sé un organismo narrativo autonomo, che rende conto di un’epoca storica segnata da profonde tensioni sociali e politiche e il cui recupero rappresenta una tappa fondamentale nella costituzione di un’identità che l’Ateneo ha ritrovato, come Istituzione in costante e proficuo rapporto con il territorio e la sua Storia. La rilettura che l’autore opera delle tre Cantiche dantesche, d’altra parte, è coerente con l’idea dell’Università come Ente di Alta Formazione proiettato in una dimensione europea, ma allo stesso tempo saldamente radicato nel contesto isolano e, più in particolare, in costante dialogo con la realtà urbana palermitana. Nella rappresentazione di Pippo Madè, infatti, la Sicilia diventa un elemento figurativo in simbiosi con l’architettura dei tre regni danteschi, elevandosi a metafora della Divina Commedia stessa e dell’infinita varietà di istanze culturali di cui l’opera di Dante sostanzia. Proprio qui credo risieda lo stretto legame tra le opere esposte e l’Ateneo che le ospita, un’Università aperta al territorio e costantemente impegnata in un percorso di innovazione mirato alla creazione di profili culturali coerenti con un contesto sociale ed economico sempre più proiettato verso una dimensione europea e mediterranea in particolare. La Divina Commedia vista da Madè, quindi, costituisce un perfetto esempio di compenetrazione tra culture ed esperienze diverse e distanti nel tempo, da cui nasce un soggetto nuovo, un’identità composita il cui linguaggio è il frutto di un’operazione di sintesi tra realtà culturali che tutte insieme concorrono alla realizzazione di un’opera ricca, eterogenea, fortemente radicata al contesto isolano, ma al tempo stesso di respiro internazionale.

Fabrizio Micari
Rettore dell’Università degli Studi di Palermo

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