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Sculture

Scritto da: Pippo Made Categorie:

Il Presepe Incantato di Madè

Nel 1976 Pippo Madè incontra, durante una sua personale tenutasi ad Urbino, nella casa di Raffaello, il maestro muranese del vetro Loredano Rosin, da qui ne scaturì una collaborazione che porterà i due a realizzare il Presepe Incantato.

Negli anni l’opera è stata esposta: nel Duomo di Monreale, nella Basilica Papale di San Francesco d’Assisi, nella cripta dell’Oratorio di Santa Cita di Palermo, nel Palazzo Comunale di Lecce, nella Chiesa medievale di Reitano (Me), ancora a Monreale nella Civica Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “G. Sciortino”, nel Palazzo Sclafani di Palermo, nella Cattedrale di Palermo dinanzi l’altare di Santa Rosalia e nella Cappella Palatina, nell’ex Convento Francescano “Colle di Costa” di Labro (Ri) e nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

Pippo Madè in compagnia del il maestro vetraio Loredano Rosin, nella fornace di Murano, durante la realizzazione del Presepe Incantato.

 

Il << Presepe Incantato >> è costituito da 24 sculture in vetro di Murano, i personaggi hanno un’impronta chiaramente mediterranea e rispecchiano figure e visi tipici dell’opera pittorica di Madè. Il peso di ogni scultura oscilla dai 25 kg – ragazzo che porta la botticella – ai 65 kg – calderaio; l’altezza minima è di 30 cm – ragazzo che porta la botticella e la massima è di 60 cm – Re Magi. Nella fusione del vetro sono state adoperate componenti pregiate: oro 24 carati, argento 18%, polvere di diamanti e nichel – sono proprio questi che donano luce particolare e cangianti secondo l’intensità della luminosità. La realizzazione pratica si è ottenuta fondendo il vetro ad una temperatura di 1400° – 1500° ed introducendo un’asta d’acciaio attorno alla quale andava ad avvolgersi a gomitolo il vetro fuso. Le sculture sono state lavorate ad una temperatura costante di 1000° – 1100° e con l’apporto essenziale di pinze, spatole, tenaglie e cesoie di varie dimensioni. Per la prima volta nella storia della lavorazione del vetro, sono state realizzate sculture di queste dimensioni e soprattutto in queste particolari posizioni…

Rosario Lo Cicero

 

Così come il disegno e l’incisione esaltano la capacità di scultore del segno, questa materia inusuale e difficile, il vetro, esalta l’ambizione dell’artista nell’esercizio del nuovo, nel sempre più arduo, nello stupefacente diremmo ma solo nel senso dell’autoesaltazione interiore e non certo del narcisismo estetico. Tutti questi valori vengono perfettamente recepiti da Loredano Rosin che trasforma in cristallo il progetto grafico di Madè. E questo misto di forza e fragilità che ogni statua evoca, e tutto il Presepe esalta trova una sua capacità di possente esistenza pur nello spazio abissale di un tempo come quello in cui lo ammiriamo, dove la rappresentazione sacra, affresco o pittura che sia, ha goduto nei secoli di spazi e colori che potrebbero oscurare qualsiasi confronto. Eppure quest’opera, semplice e complessa, umile e ambiziosa, povera e scintillante vive una propria esistenza che non può avere limiti temporali o spaziali. Nè subire raffronti. Come è per ogni vera opera d’arte.

Giancarlo Drago

Le sculture in vetro di Murano, che compongono il Presepe Incantato di Madè, nella Cappella Palatina.

Le sculture in vetro di Murano, che compongono il Presepe Incantato di Madè, nella Cappella Palatina.

 

Nei ventiquattro pezzi del Presepe traspare l’adesione ad un realismo che risponde ad una sollecitazione sofferta ed interiore, i cui segni si ritrovano nei gesti senza tempo dei personaggi, tutti con una propria personale identità espressiva e con un proprio spessore vitale, il tutto all’interno di una documentazione profondamente sentita, di un evento di intensa spiritualità visto con umanissimo sentimento. I “bozzetti” concepiti per elaborare il Presepe hanno messo in stretto rapporto forma ed evento: linguisticamente parlando, concetto grafico e forma plastica assumono il significato di “comunicazione” nel senso della Storia, dell’Umano e del Divino…

Benito Li Vigni

 

 

Ecco, allora, l’importanza dell’operazione artistica di Madè che sollecita un ripensamento di tutti, un ripensamento che, però, deve essere integrale: culturale, artistico, filosofico, evangelico; che investa, cioè l’intera espressione di un popolo. Un ripensamento che fa sì che il letterato, il poeta, l’artista, lo scienziato, si metta a servizio dell’uomo…

Pino Giacopelli

Scultura del Presepe Incantato di Madè A quest'opera il poeta bagherese Ignazio Buttitta dedicò la sua poesia "A vaca d'Amuri".

Scultura del Presepe Incantato di Madè
A quest’opera il poeta bagherese Ignazio Buttitta dedicò la sua poesia “A naca d’Amuri”.

 

La materia usata, il vetro di Murano, mi sembra sia stata la grande idea che ha donato quella lievità, quel che di aereo, quell’immateriale di luci e di colori che narrano nella vicenda della Natività il sogno della grande speranza degli uomini…

Mi sembra che la scelta del vetro di Murano per la creazione del Presepe corrisponda all’idea di Dio, per annunciare al mondo l’irruzione dell’Eterno nella storia dell’uomo, la stupefacente novella appunto << è nato Gesù >>…

Nino Muccioli